Zonazione Ambiente Marino

L’ambiente marino, come quello delle terre emerse, è stato classificato e suddiviso in zone (zonazione) da diversi studiosi e ricercatori sostanzialmente per ragioni operative e di studio. Grazie a tali suddivisioni e classificazioni, l’uomo può utilizzare queste informazioni come strumenti di lavoro e quindi per realizzare ipotesi di studio.



La realtà non sempre consente di distinguere i confini (o limiti) degli ambienti che andremo a descrivere, ma grazie ai modelli (suddivisioni e classificazioni) è possibile fare un po’ di ordine ed avere dei punti di riferimento, una innata quanto indispensabile caratteristica della specie umana per districarsi nel caos della complessità dei sistemi naturali di cui esso fa parte.



Un esempio di riferimento, attualmente ancora in uso, per il Mar Mediterraneo è il modello pubblicato nel famoso “Nouveau manuel de bionomie benthique de la mer Méditerranée” da Picard e Peres (due oceanografi francesi) pubblicato nel 1964. I due identificarono e suddivisero le varie biocenosi in funzione del piano e del tipo di fondale. Il modello si basa sulla suddivisione dell’ambiente marino in piani caratterizzati da condizioni chimico-fisiche omogenee e da condizioni ecologiche costanti o variabili regolarmente all’interno dei limiti del piano stesso. Ogni piano è suddiviso in orizzonti, per evidenziare appunto le variazioni locali entro il piano stesso.



Il fattore climatico, ad esempio, interessa i livelli più alti che occasionalmente sono bagnati dagli spruzzi del moto ondoso mentre il fattore illuminazione interessa al contrario i livelli (o piani) perennemente immersi. In funzione del fabbisogno di luminosità per la sopravvivenza, ad esempio, gli organismi vengono classificati in sciafili fotofili, i primi che preferiscono il buio ed i secondi che preferiscono la luce necessitando di condizioni ottimali di luminosità.



Un altro esempio di classificazione è la suddivisione in Dominii in funzione delle caratteristiche biotiche degli organismi marini. In questo caso l’ambiente marino viene suddiviso in un Dominio Bentonico, caratterizzato da organismi che direttamente o indirettamente sono legati al fondo per la sopravvivenza ed in un Dominio Pelagico caratterizzato da acque libere popolate da organismi che conducono una vita non vincolata in maniera esclusiva al fondo del mare.

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